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Comunicazione. Controllo o Cambiamento? aprile 17, 2009

Posted by adsdc2009 in Blog ADSDC, News.
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Due riflessioni critiche:

 

–       Qualche giorno fa ho ricevuto una mail da parte di un collega della Sapienza (che ringrazio) a proposito del dramma Abruzzese, testualmente: « […] credo che dovremo interrogarci: questa tragedia “annunciata” è forse anche una sconfitta per noi comunicatori?»  

 

–       Stamattina aprendo la posta,  Fabrizio Cataldo organizzatore del Forum sulla Comunicazione fra le altre interessanti notizie segnala un link  http://www.comunika.tv/site/it-IT/?ContentID=2073  nel quale  il prof. Morcellini (Preside SDC Sapienza) interviene  sulla crisi economica italiana e su come questa possa essere superata, prosegue poi il suo intervento argomentando sulla funzione dei giovani comunicatori e  si pone a un certo punto una domanda: i giornalisti e i grandi salottieri sanno esprimere la loro professione senza seguire il filone (mi chiedo io quanto libero?) dell’esser per forza luttuosi? così facendo stanno rendendo un buon servizio al Paese? Ascoltate l’intervista e traete Voi le conclusioni.

 

Luigi Pilloni

 

Documento: La riforma di chi difende l’ordine  Voi cosa ne pensate?

 

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Commenti»

1. Federico Rocchi - aprile 18, 2009

Innnanzitutto il preside è “Morcellini”, e non “Morsellini”. I veri comunicatori, poi, avrebbero innanzitutto il dovere di non ripetere come merli indiani quello che “sentono in giro”, di prendersi delle responsabilità e dichiarare subito e senza contraddittorio quando un’affermazione è falsa (e tendenziosa, a volte): la tragedia non era annunciata, tranne il fatto che ogni giorno il nostro paese è potenzialmente luogo di tragedie. Viviamo una fase di passaggio e non ce ne sono altre.

2. LP - aprile 19, 2009

Grazie Federico per la segnalazione. Mi scuso col prof. Morcellini per l’involontario refuso.
Sulla seconda parte del post è in corso un dibattito e anche un’indagine della magistratura, attendiamone serenamente i riscontri.
Almeno su queste problematiche lasciamo da parte i colori (peraltro limitati… ) dei quali disponiamo.

Saluti.

p.s. ho visitato il tuo blog: è molto interessante e ci sono aspetti che ci saranno molto utili in seguito.

Federico Rocchi - aprile 20, 2009

prego. Sento dire che la magistratura italiana è spesso capace di tutto ma non credo che sia capace di dimostrare (ammesso che lo voglia) che questa fosse una tragedia annunciata. Anzi mi sembra tempo perso, a prescindere dal colore.

3. Lisa - aprile 24, 2009

Se anche sul nostro sito (nostro nel senso di noi comunicatori) cominciano a volare parole, parole, parole, per il gusto di parlare io mi dissocio subito.
Il terremoto è stata, è, e sempre sarà, purtroppo, una tragedia immane.
Se si potessero evitare parte dei danni lo stabilirà chi di dovere, cioè la magistratura. Noi stiamo chiedendo legittimazione e poi delegittimiano gli altri? Non mi sembra un buon inizio. Che ognuno faccia il suo mestiere, in piena autonomia.
Il buon comunicatore deve anche saper dosare il silenzio.
Quindi, taccio.
Lisa

4. Maura - aprile 24, 2009

Per Lisa. Credo che tu abbia travisato il senso dell’articolo… tutto centrato sul documento approvato all’unanimità a Positano. Questo documento è lontano anni luce dalla posizioni precedentemente assunte dall’ordine (basta leggere l’incipit e fare un po’ di fatica per arrivare fino alla fine!). L’oggetto della tua critica è lo spunto dal quale trae origine tutta l’argomentazione e non l’argomentazione stessa. Anch’io taccio sul primo (lo spunto) ma l’argomentazione la condivido in toto!


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