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SDC. Questions and Answers maggio 8, 2009

Posted by adsdc2009 in News.
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headCari Colleghi,

 

più di una volta abbiamo messo al centro del nostro dibattito la questione relativa alle troppe diversità esistenti tra le materie di studio insegnate nei vari Atenei di SDC italiani.

In particolare l’aspetto che  emerge (e sul quale ci si divide)  verte sul fatto che le  triennali devono essere omogenee in tutto il territorio nazionale o  – in contrapposizione –  che è più formativo come avviene oggi, dare subito un’impronta caratteristica a tutto il corso di studi, compreso l’essere  propedeutici alla scelta della specialistica.

Fra queste posizioni forse è possibile individuare una terza via, immaginiamo 10 esami uguali per tutti e i restanti  renderli caratterizzanti  per uno specifico indirizzo: cosa  ne pensate ?

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“Tautologia. Giornalista è chi fa il giornalista” maggio 8, 2009

Posted by adsdc2009 in News.
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Spesso una semplice segnalazione, in questo caso un link,  può permettere di sollevare  un velo calato per esempio sul mondo dei media, facendo riemergere nella coscienza di molti (o consapevolizzando invece chi non è addentro),  aspetti che anche oggi sono di strettissima attualità. L’immagine che accompagna questo post è denotativa per quanto riguarda il metodo scelto per parlarne, che vuole essere  bipartisan e garantista delle diverse visioni presenti. Perciò scegliete voi se volete interpretare i bianchi o i neri,  il risultato finale (come ben sapete) dipende dall’interazione fra i due colori e soprattutto da cosa ci volete vedere…

 

« Fare il giornalista in quasi tutta l’Europa (a maggior ragione in America) significa essere sottoposti ogni giorno al giudizio del mercato che decide cosa leggere e se continuare a leggere o meno un certo prodotto editoriale. Sempre in Europa svolgere la professione di giornalista risponde a criteri di tipo associativo-sindacale  […]  e in alcuni paesi  (a titolo esemplificativo Germania, Regno Unito, Olanda, Danimarca) addirittura fare giornalismo non è considerato una professione; mentre  in altri  stati sono consolidate le esperienze abilitanti composte da commissioni miste  con membri che provengono dal mondo dell’editoria, del giornalismo e della cultura in genere».

 

Concludiamo questo spunto di riflessione rimandando chi legge all’abbondanza di materiali autorevoli presenti su internet. L’invito è quello di approfondire la situazione italiana magari prendendo spunto dal Libro bianco del  Cnel datato 1993 e dalle “sensibilità affini” che importanti rappresentanti  politici italiani (pur militando in partiti contrapposti) hanno mostrato di avere, in molte circostanze, sull’argomento. Diamo inoltre per scontata, la conoscenza dell’art.21 della Costituzione .

 

Ora, se volete, dite la vostra.

Luigi Pilloni