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Web 2.0 risorsa per le aziende italiane, ma poche lo sanno giugno 11, 2009

Posted by adsdc2009 in News.
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Di Enrico Pellegrino

Uso non a caso lo stesso titolo dell’articolo apparso ieri sul quotidiano “La Stampa”.
Visto l’ultimo post sull’innovazione, leggere un articolo del genere non può che suscitare una mia reazione nei confronti dei dati pubblicati dal quotidiano. Chi vi parla è perfettamente in linea con il nuovo trend nel campo del marketing (“marketing innovativo” o “marketing 2.0”) e credo sia triste vedere il proprio paese indietro di qualche anno, mentre oltreoceano si pensa addirittura al futuro.
I dati sono forniti dal “Primo osservatorio sull’ e-business”, che si occupa di monitorare l’avanzamento e la progressione delle aziende su internet.

Risulta infatti che:

Per il 98% del campione – 120 tra top manager ed imprenditori di primarie aziende italiane – fare e-business significa principalmente avere un sito aziendale.

A seguire, tra le altre applicazioni di e-business, emerge che le aziende italiane utilizzano attività di Web marketing (51%) e invio di newsletter (59%) per comunicare i propri prodotti e servizi. Meno della metà del campione utilizza il Crm (45%) e poco più di un terzo l’Extranet (38%), entrambi strumenti utilizzati per la gestione della propria base clienti.

E-commerce e acquisti online sono utilizzati solo da un terzo del campione (rispettivamente 28% e 31%) con una incidenza rispettivamente del 7,6% sul fatturato e del 7,0% sul totale acquisti.

Rimane bassa la percentuale delle aziende – meno di un terzo del campione (27%) – che fanno ricorso a strumenti come il Web 2.0 e attività di community (quali blog aziendali, forum, presenza su siti di social networking, etc.). Mentre solo il 16% del campione utilizza strumenti innovativi come il mobile (sms).

Tra le motivazioni (ed era prevedibile…) c’è la mancanza di cultura e di competenze interne (30%) ma anche di interlocutori esterni adeguati (14%), che andrebbe ad indicare una grande falla in campo della comunicazione in generale che ostacola sicuramente l’innovazione culturale e tecnologica di questo paese.

Del resto, per chi fa questo lavoro e vive di queste passioni, queste cose le sa ed è abbastanza normale aspettarsi una notizia del genere sugli RSS.  Ma il problema è ancora più grande a mio avviso. Non si riesce a capire come le aziende cerchino persone con anni (e anni..) di esperienza per una tipologia di marketing che è nato solo da qualche anno. Sembrerebbe proprio che per le soluzioni 2.0 in campo di marketing e comunicazione bisognerebbe aspettare di fare carriera. Ma il web 2.0 è adesso e fuori dalle nostre porte sicuramente ci possono essere delle opportunità interessanti da sfruttare, ma siamo svogliati, non lo sappiamo fare o sempre più spesso si sente dire “costa tanto”. Siamo alle solite.

Enrico Pellegrino
Esperto di Marketing 2.0 e Comunicazione
http://comunicazioneplurale.blogspot.com

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Commenti»

1. Marci - giugno 11, 2009

Già la cultura aziendale! Se quanto scrivi fotografa la realtà italiana, e non ho alcun dubbio sull’attendibilità dell’analisi, possiamo incominciare a domandarci come faranno le aziende made in italy a superare l’enorme divario esistente fra esse e le nascenti economie mondiali. Non sono pochi gli osservatori che attribuiscono a questo “divario” il gravi ritardo col quale l’economia italiana risponderà alla necessità di dare una risposta “competitiva di sistema” alla concorrenza sempre più forte che altre parti del mondo stanno mettendo in atto. L’economia dell’informazione e della comunicazione sono una splendida risposta solo per chi saprà ascoltarla.

2. Enrico - giugno 12, 2009

Sfortunatamente è così cara Marci..
Del resto questa prospettiva è nell’aria da alcuni tempi. Nonostante nell’ultimo Forum della Comunicazione, si sia parlato tantissimo di comunicazione in tempi di crisi le cose sono destinate a rimanere tali e quali (solo qualcuno “è sveglio”…). Nella mia attuale esperienza aziendale ho capito che il problema è nelle persone che spesso provengono da altre tipologie di preparazione rischiando cosi di essere sì competenti, ma che alla fine non riescono a comunicare in maniera efficace eventuali informazioni e competenze. Se ci pensiamo è proprio il settore terziario ad essere caratterizzato dallo scambio di informazione tra aziende e sembra paradossale quindi la mancanza di comunicazione, ma non solo.. l’aggravante proviene proprio dallo scarso uso delle opportunità forniteci dal Web 2.0 per un Enterprise 2.0 che a mio avviso risulta economico, estensivo e di sicuro sostegno alle imprese.. anche piccole.

3. Giuseppe - giugno 12, 2009

Ciao a tutti. Mi inserisco nel discorso perchè anche a me è capitato di scambiare il mio punto di vista con imprenditori e managers… che al primo posto nei valori aziendali pongono le competenze e le conoscenze (soprattutto delle nuove tecnologie) e in alcuni di loro ho intravisto non solo lungimiranza ma anche un enorme interesse affinchè queste conoscenze vengano implementate in azienda a tutti i livelli. Molti cominciano a intuire che (e mi allaccio agli aspetti legati alla competizione mondiale di Marci) la sopravvivenza dell’impresa passa inesorabilmente attraverso l’efficenza che non sta dentro i quadri di riferimento attuali ma all’interno delle dinamiche della “nuova economia informazionale”.
Per le aziende italiane soggette a questo gap, la vedo molto grigia!!

4. Elisa - giugno 13, 2009

Enrico hai ragione in parte, nel senso che le cose stanno molto peggio! Probabilmente la vera questione sta nel concetto di comunicazione come normalmente inteso dal senso comune (un surrogato di questo spesso sta alla base di non meglio identificati corsi di comunicazione) chiunque abbia acquisito un approccio scientifico alla comunicazione, tipico dei Dottori in Scienze della Comunicazione, conosce bene questa differenza sostanziale che pone distanze siderali tra la comunicazione elementare e quella scientifica: un po’ come chi studia il diritto al liceo e chi invece è magistrato…

5. Marco - giugno 14, 2009

Voglio complimentarmi con Enrico e con gli altri intervenuti, avete messo perfettamente a fuoco il problema… per chi è in grado di comprenderlo. Ciao

6. Enrico - giugno 15, 2009

@Elisa le cose stanno molto peggio, ma ho dovuto fare riferimento ai dati (che peraltro sono stati presi da tanti blogger) dell’osservatorio. Ma so benissimo che in realtà il problema deriva dalla mal fiducia che c’è nella comunicazione, ma questo è un problema antico e attuale nello stesso tempo e non a caso è anche il senso di questa nostra associazione.
@Marco ti ringrazio molto per i complimenti, ho detto semplicemente le cose come stanno evidenziando la scarsa capacità nel recepire il problema e ti assicuro che è stata una grossa delusione per me che sono un neo-laureato con tanta voglia di fare e di lavorare in questo settore. Tuttavia sono fiducioso e non ci rimane che attendere tempi migliori mentre combattiamo la nostra lotta.
Saluti.
E.P.

7. Carla unibo - giugno 16, 2009

Cari ragazzi, la situazione non è problematica solo dentro l’impresa ma è l’intera società Italiana che ha smesso di pensare: anche Noi Docenti non riusciamo più a trasmettere la voglia di partecipare, di prendere le decisioni, di esercitare lo spirito critico adoperando in ogni circostanza quanto avete appreso dentro le aule universitarie. Una sana presa di coscienza anche da parte vostra non sarebbe male, certo poi c’è anche il web 2.0…


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