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Tim Berners-Lee, web semantico, reasoner RDFs luglio 15, 2009

Posted by adsdc2009 in News.
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liverpoolCon alcuni Amici qualche giorno fa parlavamo delle facoltà di SDC e all’importanza che devono dare nel preparare gli studenti al web 3.0. Il dibattito si è svolto più o meno così:

 

-[…] qualcosa mi suggerisce che i nostri computer sanno già produrre un ragionamento (capacità inferenziali) più che complesso come Tu ben sai… sarà il web 3.0? può essere plausibile: la ricerca in questo campo è in continua evoluzione.

 

-a proposito di ragionamenti (automatici) complessi e ricerca in evoluzione:
– nel 1982 Jaime Carbonell constatava che le metafore rappresentavano un ostacolo per chi cercava di riprodurre nelle macchine capacità di usare il linguaggio naturale
– nel 1994 il numero di studiosi che si occupavano del problema, in isolamento, sparsi per il mondo, si aggirava tra i 10 e i 15
– oggi l’interesse è letteralmente esploso! E si trovano anche workshops dedicati: (http://www.cs.bham.ac.uk/~amw/FigLang09.html)

 

Naturalmente ho inserito il link tra i miei preferiti. Mi sono anche domandato che faccia fa il “ragionatore automatico” davanti alla metafora “Andre Lagache and Rene Leonard drove their 3-litres car for1373 miles”? mantiene un’espressione indifferente oppure inizia a chiedersi angosciosamente perchè gli umani per intendere una cosa usino parole e frasi che “letteralmente” c’entrano come i cavoli a merenda ovvero nulla con la cosa stessa, rendendo tutto intrattabile e semidecidibile? 😉

Per ulteriori approfondimenti andate su Google e digitate “web semantico”

Luigi Pilloni

 

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Commenti»

1. Sara P. - luglio 18, 2009

Ciao, sono una futura studentessa di scienze della comunicazione e non conosco praticamente nulla di web o programmazione, qualcuno è in grado di darmi spiegazioni sui termini web1.0 web 2.0 e oggi web 3.0? Perchè al liceo non siamo andati oltre alla “mia prima pagina web” realizzata con un elementare html e nulla più?

2. luigi - luglio 20, 2009

Ciao Sara, andiamo con ordine partendo da una premessa: quando effettuiamo una ricerca sul web il passo che generalmente facciamo tutti è quello di andare su un motore di ricerca e digitare la o le parole chiave, immagina cosa ti restituisce la parola “pascoli” è un poeta? una via? un campo pieno di pecore e di mucche? direi che non tutte le risposte sono probabilmente “pertinenti” e utili alla nostra ricerca. Nel futuro questi problemi saranno superati ricorrendo a particolari aggiunte di struttura semantica al codice – che metteranno in evidenza la capacità del computer di produrre un ragionamento “derivando” relazioni da altre relazioni (relazioni di simmetria, relazioni inverse, restrizioni).
Detto ciò possiamo dire che:
– il web 1.0 è il web così come l’abbiamo conosciuto, le informazionierano create dagli informatici e i motori di ricerca agivano secondo parole chiave (con gli equivoci che abbiamo visto prima).
– il web2.0 è quello che vediamo oggi, dove siamo noi utenti che creiamo i contenuti web (pensiamo ai blog, ai socialnetwork ecc.)
– Il web 3.0 potrebbe essere quello che permetterà una ricerca basata sul linguaggio naturale e quindi sulla pertinenza delle risposte alle nostre esigenze. Uomo e macchina che “comunicheranno” collaborando efficacemente tra loro, il web diventa semantico. 🙂
Luigi

3. Sara - agosto 12, 2009

Grazie infinite! Sei stato più che esauriente… ci devo studiare sopra uhmm!


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