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What can you do with a CMS Degree gennaio 22, 2011

Posted by adsdc2009 in adsdc, Blog ADSDC, News.
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Associazione dottori in scienze della comunicazione italiani

 

 

Inviatoci da Marco Carboni,

pubblichiamo, col rilievo che merita, questo interessante contributo.

“Cosa si può fare con una laurea in comunicazione? Ce lo spiegano gli americani del MIT, una delle università più prestigiose al mondo, dove i Media Studies esistono dal 1983. Perché in Italia, a quanto pare, la gente ancora non lo capisce.”

Given the unique nature of CMS, many would-be students wonder what can be done with a CMS degree. The answer can be found by looking to our alumni. Among other things, CMS alums have gone on to do the following:

  • Teach. Many of our alumni have gone on to earn their Ph.D.s and teach. In the fall of 2007, our first CMS alum landed a tenure-track faculty position.
  • Work in video games. CMS alumni are currently working as game designers, producers, and executives at a number of game studios including Electronic Arts, Activision and Midway.
  • Work in film and television. Chances are good that you’ve seen the work of CMS alumni on-screen in the last few years. CMS alums have worked on blockbuster films, on TV shows like Blade, in special effects workshops including Peter Jackson’s WETA Workshop, and at networks and channels including Nickelodeon, Discovery and NBC. CMS alums have also directed and produced their own award-winning films, worked for advertising firms, and produced websites for film and TV projects.
  • Work in technology or online. Many CMS alums have gone on to work as producers, programmers, designers, information architects, writers and executives for a number of dotcoms and other technology-related companies.

Leggi tutto l’articolo qui

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 LP

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Commenti»

1. Ector Oz Sanchez - gennaio 23, 2011

Ector Oz Sanchez, ci invia questo post sul social ADSDC-Italia,

Cari amici dell’ADSdC, ci vorrebbe una conferenza intera per discutere di un argomento così importante poiché fare una seria osservazione a questo post del MIT significherebbe toccare una infinita serie di problematiche legate all’universi…tà italiana, sempre pronta a riempirti di teoria e a lasciarti solo nel mondo del lavoro senza mezzi e conoscenze per competere. E ce ne vorrebbe un’altra solo per poter ragionare su quelle che sono le positive caratteristiche delle università americane: pratiche, rapide, e sempre più manchevoli dal punto di vista teorico.

La conseguenza è che giovani laureati italiani fanno fortuna solo in America:) E le vie di mezzo, come spesso accade, non le pratica nessuno e il Governo, invece di correggere il tiro tende a cancellare questi percorsi di studio.

La domanda era: Cosa si può fare con una laurea in scienze della comunicazione?

Io dico: tutto e niente.

Tutto perchè se hai amore per la comunicazione, passione per le nuove tecnologie e voglia di imparare ogni giorno con la consapevolezza di essere sempre indietro rispetto alla rapidità con la quale si evolvono i new media, allora puoi davvero fare tanto e i settori lavorativi sono molteplici. Questa laurea non è il punto di arrivo ma solo un minuscolo punto di inizio.

Niente perchè se pensi che per lavorare possa bastare leggere 24 libri e raccontarne 1/100 al prof di turno, allora non vai da nessuna parte. Soprattutto nel settore della comunicazione. Ci vuole ben altro, devi essere competitivo.

Ma mi rendo conto di non aver detto niente:)

E allora, cara ADSdC, la organizzi questa conferenza?
Il titolo mi pare sia già pronto: Cosa si può fare con una laurea in scienze della comunicazione?:)

Mi pare che il contributo offra molti spunti di riflessione non ultimo per importanza la proposta della conferenza. Fermo restando che siamo convinti della assoluta necessità di iniziare questo percorso, abbiamo ancora due o tre passi da fare, i primi due dipendono da noi:
a– completare il direttivo provvisorio, nominando i responsabili di area mancanti;

b-aprire le iscrizioni consentendo l’accredito individuale delle quote sociali;

c – coinvolgere tutti i “portatori di interesse” invitandoli a rendersi parte attiva (con interventi eccetera) e a contribuire concretamente nell’organizzazione della conferenza.

Insomma, ci siamo quasi su tutto!

Luigi Pilloni

2. adsdc-italia - gennaio 23, 2011

la comunicazione è sempre più strategica, non solo negli USA: read!! http://www.nytimes.com/2011/01/09/education/09contedbx-t.html?_r=3


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