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WebTV ADSdC-italia online luglio 26, 2009

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BENVENUTI in ADSdC online

tv

Cari Colleghi,

sono in corso le “prove tecniche di trasmissione” della Web Tv che veicolerà l’attività dell’ADSdC-Italia.

Vista la vs. grande partecipazione (nella sola giornata odierna il sito ha registrato  oltre 800 visite :-)) ogni collega che intende collaborare al progetto, al suo sviluppo in qualunque forma (redazione, invio di corti, clips ecc. )  può manifestare il proprio interesse  tramite mail  direttamente all’indirizzo dell’Associazione. 

Credo non sfugga a nessuno la grande potenzialità del mezzo che stiamo sviluppando anche per il futuro della ADSdC.

Una volta costituita la redazione (proponetevi) anche le trasmissioni live entreranno a far parte del normale palinsesto, nel frattempo tutto il materiale è on demand.
Luigi Pilloni

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Scienze della Comunicazione… e dopo? luglio 15, 2009

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rete

Un interessante articolo di Alessio Viscardi (che ringraziamo per averci autorizzato la pubblicazione) apparso su ComunicLab.

Di fronte alle sfide della comunicazione online, SdC potrebbe diventare la facoltà ideale per la formazione dei giornalisti di domani. Leggi

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L’orizzonte Europeo dell’ADSdC-Italia luglio 9, 2009

Posted by adsdc2009 in News.
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gaz-uffCari Colleghi,

stamattina ho visitato la pagina che riassume le statistiche del sito: siamo a 55.000 contatti. Naturalmente  evito tutti i convenevoli e i vari ringraziamenti, ma certamente il vostro consenso è ogni giorno più alto. Questo periodo è per molti di Noi piuttosto faticoso, ci sono le sessioni d’esame, ci sono le sessioni di Laurea, c’è un anno di fatiche in agenzia piuttosto che al giornale, ci sono i nostri clienti  pressati dalla crisi  (tutti aspetti che non di rado si concentrano fra loro in un unico soggetto…)  per tutti  – spero – ci saranno anche le attese vacanze…prima però vi chiedo  un ulteriore sforzo:  approfondite la conoscenza del decreto 28/04/2008 che fa riferimento  al decreto legislativo 9 novembre 2007, n.206,  in materia di associazioni rappresentative a livello nazionale […] prestando particolare attenzione alle direttive CE  menzionate e al ruolo che l’ADSdC-Italia si propone di ricoprire in un siffatto contesto. Inquadrare bene il concetto è cosa fondamentale per un Comunicatore che è impegnato nell’occasione, su due fronti, infatti deve :

-interpretare professionalmente  detto contesto,

-trovandoci la propria dimensione lavorativa.

Non farlo potrebbe portare ad essere esclusi  dal processo. 

Credo, per questo, che nessuno di Noi possa mettere in dubbio l’importanza della “piattaforma comune”, così come delineata dalla norma a livello europeo, e quanto importante sia una presenza organizzata  dei Dottori in SDC  in una visione ancora più ampia legata alla globalizzazione, fenomeno che probabilmente supera nei  fatti lo stesso decreto.  Paradossalmente questo processo di trasformazione  è molto più veloce della nostra capacità di elaborare una risposta adeguata al cambiamento e grande è il rischio di esserne travolti per una ingiustificabile inerzia. Rinnovo pertanto il mio invito a superare gli interessi di parte, creando relazioni, stimolando l’aggregazione per provare a “dare insieme” soluzioni comuni che possono contribuire a costruire, realisticamente, un  nuovo mondo possibile .

Luigi Pilloni

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DDL Intercettazioni: essere o non essere? giugno 25, 2009

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deserto

Di Alessandro Fasolo

Mi è stato chiesto dal gestore di questo sito di scrivere un breve articolo a proposito degli effetti che la legge cosiddetta “sulle intercettazioni” avrà, qualora non venisse approntata alcuna modifica, sul mondo italiano della rete. Cominciamo innanzi tutto dalla modifica (integrazione) che viene apportata all’articolo 8 della legge sulla stampa, che introduce l’obbligo di rettifica entro quarantotto ore anche per i cosiddetti “siti informatici”. Innanzi tutto è ambigua la denominazione “siti informatici”: mentre in precedenza la legge riguardava le sole testate telematiche, introducendo dunque una differenziazione tra il condurre un’attività ai fini di lucro e una amatoriale, la nuova definizione abbraccia anche tutte quelle espressioni della comunicazione in internet che svolgono un qualche ruolo di diffusione e divulgazione di notizie, dunque anche siti, blog, forum. Emergono a questo punto una serie di problematiche che il ddl non chiarisce: in che modo deve avvenire la richiesta di rettifica? Come può essere ritenuta efficace tale richiesta dato che è possibile in vari casi aprire un blog o un sito senza fornire dati personali o al più fornirli falsi? Come può il gestore del “sito informatico” stabilire se colui che gli inoltra la richiesta di rettifica sia effettivamente danneggiato e soprattutto se sia legittima la sua richiesta, avendo per questo ultimo caso solo due giorni a disposizione per effettuare delle verifiche? Per non addentrarci eccessivamente nelle contraddizioni giuridiche di questo provvedimento vi rimando all’analisi fatta da Elvira Berlingieri a questo indirizzo http://www.apogeonline.com/webzine/2009/06/12/ddl-intercettazioni-tanti-dubbi-sulla-rettifica  . Un altro provvedimento che voglio evidenziare, in quanto lo considero collaterale, è l’articolo 50 bis del cosiddetto “pacchetto sicurezza” approvato di recente. Questo articolo riguarda la “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. In sostanza, su segnalazione dell’autorità giudiziaria, il Ministro dell’Interno può richiedere ai fornitori di connettività l’oscuramento di blog e siti qualora ci siano gli estremi; . L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’ apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Ho voluto collegare i due provvedimenti perché qualora un individuo decidesse di esprimere il proprio dissenso verso una legge, come quella di cui si discuteva sopra, a mezzo internet incapperebbe in sanzioni che possono essere definite “severe”. Dal punto di vista del comunicatore, quello a cui si assiste è un tentativo anche se maldestro di irreggimentare un fenomeno, quello dei blog in particolare, che fin’ora aveva goduto della più ampia libertà e autoregolamentazione. Poiché esistono molti punti oscuri, in particolare per quanto riguarda la definizione di persona fisica responsabile delle pubblicazioni su un blog, è probabile che nei mesi successivi si arrivi ad una disciplina riguardante anche tutti quegli aspetti lasciati in sospeso da questo ddl, è sto pensando per esempio ad un possibile obbligo di identificazione per tutti coloro che vorranno pubblicare un blog. Inoltre, l’obbligo di rettifica entro la quarantotto ore scoraggia, a mio parere, l’attività degli attuali ma anche dei futuri blogger, che è “amatoriale” per definizione. L’unico modo per aggirare un tale provvedimento sembra essere quello di disporre la cancellazione di tutti i commenti ogni due giorni, cosa che però renderebbe totalmente aleatorio e privo di significato un qualsiasi scambio di idee a mezzo web. Per quanto riguarda invece gli effetti del ddl sulle intercettazioni sulla stampa, la questione è molto semplice: è prevista introduzione di un nuovo reato, quello della pubblicazione di intercettazioni per le quali “sia stata ordinata la distruzione” per il quale si prevede il carcere da uno a tre anni. La stessa sanzione è stabilita per la pubblicazione di intercettazioni riguardanti terzi estranei alle indagini e “irrilevanti”. Gli editori che pubblicheranno atti o intercettazioni in divieto degli obblighi di legge saranno multati. Infine viene previsto il divieto di pubblicazione di nomi o immagini di magistrati “relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati”, fatto salvo il caso in cui l’immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca. Da molti questa è ritenuta una grave violazione del diritto di cronaca ed in particolare dell’articolo 21 della Costituzione, il quale recita “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” Impedire a priori una pubblicazione è sempre sbagliato perché limita la libertà di informazione: nella giurisprudenza angloamericana un provvedimento come questo sarebbe ritenuto impensabile, in primo luogo perché ci si affida al buonsenso del giornalista, in secondo luogo perché se effettivamente è stato commesso un reato toccherà ad un giudice stabilirlo e comminare una pena al responsabile in base all’entità della colpa.

Alessandro Fasolo, Università di Padova