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Scienze della Comunicazione… e dopo? luglio 15, 2009

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rete

Un interessante articolo di Alessio Viscardi (che ringraziamo per averci autorizzato la pubblicazione) apparso su ComunicLab.

Di fronte alle sfide della comunicazione online, SdC potrebbe diventare la facoltà ideale per la formazione dei giornalisti di domani. Leggi

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Cagliari. SDC-La Comunicazione è in linea con Te luglio 10, 2009

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sdcca

Il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, al suo quarto anno di attivazione dopo una positiva fase di sperimentazione nell’ambito del progetto europeo Unisofia, è un corso di laurea online, che però dà numerose occasioni di incontro anche in presenza attraverso laboratori, lezioni, tutoraggio, iniziative culturali ed eventi.

L’offerta formativa del corso risponde alle esigenze connesse all’avvento dei mezzi di comunicazione di massa e alla rivoluzione informatica e multimediale. L’avvento di nuove tecnologie e stili di comunicazione ha infatti profondamente mutato lo scenario teorico e pratico dei processi comunicativi. Di fatto, ai nostri giorni, lo studio delle nuove forme di comunicazione (televisione, cinema, audiovisivi, multimedialità, web, ecc.) ha assunto una importanza sempre maggiore e richiede una specifica e innovativa riflessione teorica. I mutamenti prodotti dall’uso delle nuove tecnologie comunicative hanno inciso anche sui modi in cui i linguaggi verbali – sia nella comunicazione interpersonale che in quella affidata ai media – veicolano i messaggi ed i loro significati.

Il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione si propone di promuovere adeguate competenze pratico-operative e teorico-epistemologiche utili per chiunque voglia muoversi nell’ambito dell’attuale scenario globale della comunicazione, in tutti i suoi aspetti.

Pertanto, il corso è stato ideato e progettato per fornire una solida preparazione nelle discipline di base e per consentire allo studente di orientarsi e specializzarsi in quei settori che richiedono esperti in comunicazione e in elaborazione delle informazioni (giornalismo, comunicazione istituzionale, divulgazione scientifica, multimedia, industria culturale, comunicazione d’impresa etc.).

Il corso di laurea in Scienze della comunicazione ti garantisce:

  • Risparmio di tempo: la possibilità di studiare organizzando in modo flessibile i tuoi tempi.
  • Supporto didattico costante: il corso viene incontro alle tue necessità di apprendimento, con uno staff di docenti, tutor e manager didattico sempre a disposizione per supportarti nel tuo percorso di apprendimento.
  • Monitoraggio: essere seguito porta a non scoraggiarsi e a trovare il modo di superare le difficoltà.
  • Organizzazione: il calendario delle lezioni e degli esami viene comunicato all’inizio dell’anno, così puoi programmare il tuo studio integrandolo con i tuoi altri impegni e attività.

Inoltre il corso di laurea in Scienze della comunicazione offre anche un’area anno zero in cui puoi cominciare a studiare subito, anche prima di iscriverti.

Per informazioni clicca qui

Visita l’evento del 29 Luglio 2009

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Castells: crisi, comunicazione, cambiamento giugno 27, 2009

Posted by adsdc2009 in News.
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community

Nella pagina economica del Corriere della Sera di Venerdì 29 Maggio 2009 oltre alle notizie sulle schiarite intraviste da Obama sulla crisi mondiale e alla “svolta di Aol” che cerca di invertire la sua performance legata alla fine della bolla speculativa e all’evoluzione della “new economy informazionale”, compare a Firma G.Ra un bell’articolo – quanto mai opportuno e premonitore – su Manuel Castells (sociologo ed economista) che, ospite della Fondazione Corsera è stato invitato a esporre la sua visione sul tema “Dalla follia Finanziaria alla politica della speranza”.

 

Schematizzare in poche battute la monumentale ma intellettualmente molto stimolante visione di Castells è opera piuttosto complicata (se non l’avete ancora fatto credo sia importante, per quanti operano nella comunicazione, leggere il suo libro “la nascita della società in rete”- facente parte di una trilogia – nel quale espone ampiamente il suo paradigma della tecnologia dell’informazione e le ricadute che ha sull’economia del lavoro (cosa si perde e cosa si guadagna) sulla “virtualità che diventa reale” e sulle nuove dimensioni spazio/tempo che ci vede nel bene o nel male protagonisti di un sempre più piccolo mondo globalizzato.

 

Nel citato articolo, secondo Castells da questa crisi ci salveranno la politica e l’innovazione tecnologica. O meglio: salveranno l’America, non l’Europa, perchè? Perchè l’America crede nella politica di Obama mentre l’Europa ha nei confronti dei  propri politici  una fin troppo conclamata sfiducia: la scarsa affluenza alle ultime consultazione elettorali dei cittadini europei/italiani danno ampia dimostrazione in tal senso ovvero della cesura netta, tra elettori e i variegatamente eletti politici. Se è vero che la crisi coinvolge tutti è altrettanto vero che alla “buona comunicazione” è affidata la sorte di questi Paesi -Italia compresa. In conclusione, Castells afferma che la comunicazione (nell’accezione più ampia) è cambiata: nell’ADSdC siamo perfettamente consci di questo, così come siamo consci che questa tendenza al cambiamento subisce da sempre in Italia (più che in Europa) un forte ed inopportuno rallentamento.

 

Proviamo ora a estendere il pensiero di Castells: la crisi è figlia della cattiva comunicazione, che provoca una cesura con la classe politica. Cambiare la comunicazione porta nuova trasparenza, nuove regole, nessuna elusione e ha come conseguenza la ricomposizione virtuosa del sistema cittadini/economia/politica. Ergo, per uscire dalla crisi si deve in primis spingere  la Comunicazione al cambiamento. 

Luigi Pilloni

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Web 2.0 risorsa per le aziende italiane, ma poche lo sanno giugno 11, 2009

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ep

 

Di Enrico Pellegrino

Uso non a caso lo stesso titolo dell’articolo apparso ieri sul quotidiano “La Stampa”.
Visto l’ultimo post sull’innovazione, leggere un articolo del genere non può che suscitare una mia reazione nei confronti dei dati pubblicati dal quotidiano. Chi vi parla è perfettamente in linea con il nuovo trend nel campo del marketing (“marketing innovativo” o “marketing 2.0”) e credo sia triste vedere il proprio paese indietro di qualche anno, mentre oltreoceano si pensa addirittura al futuro.
I dati sono forniti dal “Primo osservatorio sull’ e-business”, che si occupa di monitorare l’avanzamento e la progressione delle aziende su internet.

Risulta infatti che:

Per il 98% del campione – 120 tra top manager ed imprenditori di primarie aziende italiane – fare e-business significa principalmente avere un sito aziendale.

A seguire, tra le altre applicazioni di e-business, emerge che le aziende italiane utilizzano attività di Web marketing (51%) e invio di newsletter (59%) per comunicare i propri prodotti e servizi. Meno della metà del campione utilizza il Crm (45%) e poco più di un terzo l’Extranet (38%), entrambi strumenti utilizzati per la gestione della propria base clienti.

E-commerce e acquisti online sono utilizzati solo da un terzo del campione (rispettivamente 28% e 31%) con una incidenza rispettivamente del 7,6% sul fatturato e del 7,0% sul totale acquisti.

Rimane bassa la percentuale delle aziende – meno di un terzo del campione (27%) – che fanno ricorso a strumenti come il Web 2.0 e attività di community (quali blog aziendali, forum, presenza su siti di social networking, etc.). Mentre solo il 16% del campione utilizza strumenti innovativi come il mobile (sms).

Tra le motivazioni (ed era prevedibile…) c’è la mancanza di cultura e di competenze interne (30%) ma anche di interlocutori esterni adeguati (14%), che andrebbe ad indicare una grande falla in campo della comunicazione in generale che ostacola sicuramente l’innovazione culturale e tecnologica di questo paese.

Del resto, per chi fa questo lavoro e vive di queste passioni, queste cose le sa ed è abbastanza normale aspettarsi una notizia del genere sugli RSS.  Ma il problema è ancora più grande a mio avviso. Non si riesce a capire come le aziende cerchino persone con anni (e anni..) di esperienza per una tipologia di marketing che è nato solo da qualche anno. Sembrerebbe proprio che per le soluzioni 2.0 in campo di marketing e comunicazione bisognerebbe aspettare di fare carriera. Ma il web 2.0 è adesso e fuori dalle nostre porte sicuramente ci possono essere delle opportunità interessanti da sfruttare, ma siamo svogliati, non lo sappiamo fare o sempre più spesso si sente dire “costa tanto”. Siamo alle solite.

Enrico Pellegrino
Esperto di Marketing 2.0 e Comunicazione
http://comunicazioneplurale.blogspot.com